Poesie inedite

Attraverso i tuoi occhi

 

E’ bella l’America, dicevi,

e con i tuoi racconti passavano i giorni.

Ne ho viste di cose attraverso i tuoi occhi!

 

Ho udito le sirene

e visto gli incroci, a Manhattan, di navi possenti,

e i mercantili che uniscono i mondi, ho visto con te,

neri di rabbia e d’orgoglio.

Ma troppi furono i giorni passati ad udire

e a immaginarmi accanto,

accanto a te sul ponte.

 

Nella tua voce ho nuotato e stringevo le mani

per prendere un po’ di ciò che avevano preso.

Ma erano tue le mani

e mio il riflesso.

Di riflesso è difficile vivere,

di riflesso si tingono gli occhi,

agli occhi tinti viene difficile amare.

 

Ho visto il mondo attraverso i tuoi occhi,

un mondo che aveva il tuo nome.

Il mio l’ho scordato.

 

Il giorno che ho visto che nel mondo non c’ero,

ho preso il tuo zaino

e, sciolti i legacci, ti ho ridato al mare.

Ci parlo ogni tanto

e ogni tanto lo schivo,

ma se guardo un tramonto

ora parla di me.

 

 

 

Potresti arrivare

 

Ho legato i pensieri dove ti piaccia che siano,

incollati al forse.

Ho modulato il passo, cadenzato e pronto,

e le orecchie ben ritte come il cavallo.

Ho eliminato il ronzio delle domande e del vuoto.

Ho tolto la polvere, aperto le imposte e spalancato l’uscio:

potresti arrivare.

 

Non voglio essere impreparata al tuo viso,

non voglio che i tuoi occhi mi colgano di sorpresa quando non li aspetto.

Non so guardarli quando non li aspetto,

come fa con la luce improvvisa

chi è stato troppo tempo al buio.

Non voglio impreparate le mie labbra e farfugliare,

né voglio impreparato il mio naso al tuo profumo.

 

Odio le sorprese, lo sai, non farne.

Non venire quando il cuore non è pronto,

quando il volto non si è preparato, col lungo esercizio, al tuo viso,

a nascondere la vergogna del vuoto

dei giorni in cui non mi cammini accanto.

Non venire quando l’anima non ha salvagente,

quando non ho indossato la mia parte migliore.

 

L’ho comprata per te

ed è per te che la indosso.

Quando non la metto

io

mi detesto.

Sono la brutta copia del vivere

quando non sei con me.

 

 

 

Il tuo concerto  (omaggio a Gaetano Curreri)

 

Stessa sete, stesso odore,

una luna curiosa, un'altra estate.

Pronte le mani, la voce, il battito.

 

È una mongolfiera questa piazza,

adesso arrivi

e la tiri su.

Tra due minuti la alzi in volo,

buono è il vento,

spira dal mare.

 

Va in scena la mia vita,

tra le tue note,

la colonna sonora della vita mia.

T'aspetto

come s'aspetta la primavera.

Ogni anno una ruga in più.

 

Ti guardo e mi rivedo,

prima dell'amore, prima di un esame,

in bici, col sorriso al bar.

La testa sempre piena, le mani ancora vuote,

il cuore solo un bimbo

che ha voglia di giocare.

 

Ti guardo ed io mi vedo,

prima dell'amore, prima di un esame,

perchè, è vero, non finiscono mai.

La testa ancora piena, le mani ancora vuote,

il cuore scazzottato

ha ancora voglia di giocare.

 

Ti ascolto e sento ieri,

i libri, la moquette

e il tuo poster sull'armadio.

Una sigaretta,

la chitarra,

mille sogni in un cassetto.

 

Ti ascolto e sento l'oggi,

i libri, il ruolo mio

e il tuo viso lì sul palco.

Una sigaretta,

la chitarra,

cento sogni in un cassetto.

 

Emozionata?

Nemmeno un po...!

Ne ho visti tanti di concerti rock...!

Emozionata?

Si, come sempre!

Come a vent'anni! Come alle giostre!

 

Mi giro un attimo, guardo al mio fianco,

vorrei spiegarglielo,

ma già lo sa...!

 

 

 

La mia verità

 

Perché mai dovrei dirti la verità?

Si mente ai bambini.

Si mente, con amore e in affanno,

per proteggerli da ogni verità.

 

Perché mai dovrei dirti, stasera,

che non esiste babbo natale,

che su una scopa non si può volare,

che non è sempre azzurro il colore del cielo?

 

Perché mai dovrei dirti, stanotte,

che ho ancora paura del buio,

che i tuoni mi fanno tremare,

che mi inquieta il rumore del vento?

 

Non ti serve la mia verità,

sono qui, guardami in faccia,

prendi il mio cuore bugiardo

perché lui viene solo da te.

 

 

 

Con l'Alba addosso

 

Mi rivestirò

di carattere e d'abiti,

di bellezza e d'incanto

e l'userò il coraggio,

la gomma, il fiato.

 

Me ne andrò di giorno

con l'alba addosso.

Nessuna cosa porterò

perché di niente che lascio

avrò bisogno.

 

Non farò rumore,

sarò piuma leggera.

Sarò cullata dal vento,

avrò fortuna

avrò tempo.

 

Partirò con gli dei

una mattina d'estate

e sarà dolce il mio viaggio

perché in testa ho un miraggio

di felicità.

 

 

 

Le vie del Signore

 

Le vie del Signore

sono finite.

Infiniti lutti.

Infiniti abissi.

 

Padri contro Padri,

contro Madri.

Madri contro figli.

Il figlio macchia il seno da cui ha bevuto.

 

Del nostro sangue

facciamo scempio.

Il bianco uomo rivendica il dominio del nulla

e il bianco agnello muore su altari di pietra viva.

 

Ad ogni nuovo giorno

senza spezzare il pane,

lavate le mani,

riuccidiamo il figlio di Dio.

 

Finite sono le vie del Signore.

Invano é morto il figlio dell'uomo,

invano il figlio dell' oggi uomo

e della donna, carnefici.

 

Non il volere tuo

muove la mano di Abramo.

Nessuna prova,

nessun arresto da mano d' angelo.

 

Cosa, mi chiedo,

é davvero contro natura?

Cosa natura aspetta?

Cosa spetta al giudizio di questi barbari?

 

Sangue vivo

tinge il tramonto degli umani,

dei disumani, di me

che non ho più voglia di guardare.

 

 

 

Estate

 

Mi piaci.

 

Mi piace stendere i costumi,

l'odore della pelle,

le carezze della crema.

Mi piace fare tardi,

tirare ancora un po',

aspettare che sia freddo.

 

Mi piaci.

 

Mi piace la tua luce,

il baccano della gente,

il fresco della bici.

Mi piace il disimpegno,

il cessare degli affanni,

il vuoto nel cervello.

 

Mi piaci.

 

Mi piace che sei breve,

che sempre ti rimpiango,

che finisci sul più bello.

Mi piace che mi lasci,

addosso il tuo profumo,

ad aspettarti ancora.

 

 

 

Innamorata di te

 

Mutano i colori

e lasciano gli alberi le foglie,

brulica il sentiero

del tenace lavorío della formica,

ed io

figurante in questo quadro di Matisse che toglie il fiato

sono innamorata di te.

 

Giovane cade la neve

e di luci si riempie la città,

festosi accorrono i bimbi al nuovo dono,

crocca il ciocco al fuoco

ed io

sotto il vischio di un altro bianco natale

sono innamorata di te.

 

Si voltano i girasoli al sole

e paziente tesse la tela il ragno,

il tiglio incanta col suo profumo il viale,

allunga il giorno il cielo

ed io

comparsa ingaggiata dall'ebbra danza di questa primavera

sono innamorata di te.

 

Cantano i grilli

mentre la luna il mare bacia,

sosta il pescatore sul pontile

a togliere il sale e il sole

ed io

sotto una coltre di stelle d'un nuovo cielo mozzafiato d'agosto

sono innamorata di te.

 

Mi doppia il giorno

e mi deride col suo fischio il vento

ed io

col fiato corto e il profilo tuo nel cuore, contromano

t'amo,

t'amo,

t'amo.

 

 

 

Quattro Luglio

 

C'è stato un momento in cui potevo avere tutto,

uno in cui il tutto m'era ignoto,

uno in cui la parte, pure, m'era ignota.

E in questa parte, ora, mi rigiro

e mi rigiro

e più non trovo pace.